martedì 29 luglio 2014

1.

Oggi ho vent’anni e i capelli lunghissimi e morbidi. Indosso una maglietta bianca troppo lunga e un paio di pantaloni blu troppo stretti. Ho gli occhi verdi, o forse sono grigi? Stanotte ho sognato di lui, lui che ho conosciuto tanti anni fa. Avevo tredici anni e lui ne aveva sedici: non mi vedeva nemmeno. Ci incontravamo ogni giorno al mare. Era luglio, un luglio torrido e io pregavo ogni notte perché non piovesse mai, perché non piovesse mai più. Nel sogno io ero seduta al tavolino di un bar e stavo mangiando un gelato, lo vedevo in lontananza camminare nella mia direzione e dimenticavo di leccare il gelato che nel frattempo mi si stava sciogliendo tutto addosso. Mi passava accanto e mi scompigliava i capelli, mi diceva “muoviti scema, non vedi che ti stai sporcando tutta?” e poi continuava per la sua strada. Quando avevo tredici anni lui era innamorato di una ragazza non troppo alta e non troppo simpatica che non lo baciava mai e io ogni sera dalle sette alle otto gli scrivevo una lettera d’amore. Non mi ha mai rivolto la parola, tranne una volta. Una volta stava giocando a pallone e perse il controllo della palla. Io stavo passando di lì e la palla mi rimbalzò sulla gamba sinistra. Sì, ricordo anche che gamba era. A quel punto mi chiese scusa, e aggiunse “bel lancio anche se involontario” e mi sorrise. Non avevo nessuna forma al posto giusto, ma avevo il cuore esattamente dove doveva stare: in gola. Oggi ho vent’anni, il seno non è mai cresciuto tanto e a volte guardando il mare provo nostalgia per le sue spalle strette e per le sue gambe lunghe. Mi sa che era uno di quelli che abbracciava bene. Certo è assurdo quanti danni possa fare un sorriso e quanto possa mancarti qualcuno che non hai mai nemmeno toccato, ma che almeno una volta è stato dolce con te. Una volta sola, e senza saperlo.

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good manners are sexy.